I Musei Civici di Monza

Dopo un periodo di chiusura lungo più di trent’anni, da fine giugno hanno riaperto, presso la Casa degli Umiliati di via Teodolinda, i Musei Civici di Monza.
La collezione della città lombarda vanta più di 1500 pezzi vari tra dipinti, sculture, ceramiche, reperti archeologici etc e un repertorio di circa 13000 stampe.

Giuseppe Amisani, "Signora in grigio", 1922

Giuseppe Amisani, “Signora in grigio”, 1922

L’attuale allestimento, sui due piani dell’antico palazzo tardo medievale, ripercorre in ordine cronologico e tematico la storia della città mettendo in luce alcuni dei suoi più importanti collezionisti e artisti, tra cui un ruolo di spicco gioca il pittore Mosè Bianchi: il suo cartone preparatorio per l’affresco della Saletta Reale della Stazione ferroviaria di Monza è il pezzo più notevole della raccolta, recentemente restaurato, finalmente trova spazio per essere esposto al pubblico, anche se purtroppo in un luogo di passaggio che non lo valorizza al massimo.
Il simbolo del museo è un delicato ritratto di signora attribuito a Francesco Hayez, eseguito probabilmente tra il 1825 e il 1835 che si ritiene possa rappresentare la sua amata Carolina Zucchi.
Ottocento e prima metà del Novecento sono i protagonisti dell’esposizione e una memoria storica viene anche data all’esperienza dell’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche), scuola di arti decorative che aveva sede presso la Villa Reale e che vedeva tra i suoi docenti grandi maestri come Marino Marini e Arturo Martini, a loro volta esposti; presso la Villa si tennero inoltre, a partire dal 1923, le esposizioni Biennali, poi divenute Triennali nel 1930 e in seguito trasferite a Milano a partire dalla V edizione presso la nuova sede del Palazzo dell’Arte del parco Sempione. Alcune ceramiche presentate durante la IV Triennale sono esposte a titolo d’esempio nella sala del Novecento.
Godibile e malinconica l’ultima parte dell’esposizione, dove si possono ammirare alcune vedute di Monza antica, a mostrare i cambiamenti avvenuti sul tessuto urbano nel corso dei secoli e a rivelare alcuni angoli e monumenti oggi scomparsi.

Angelo Inganni, "Veduta della Contrada Nuova in Monza", 1850

Angelo Inganni, “Veduta della Contrada Nuova in Monza”, 1850

Per maggiori informazioni sulle visite ai Musei Civici, potete consultare il sito http://www.museicivicimonza.it/


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