Soave, di nome e di fatto

P1020474 P1020479 P1020503P1020520    Per chi conosce il Veneto non è un mistero che sia ricco di cittadine e paesi di grande fascino, oltre alle splendide città di provincia ben più conosciute.
Soave è uno di quelli. Interamente circondato da mura turrite, costruite nel 1369, molto ben conservate, ha due porte di ingresso, una a nord e una a sud, più una laterale ad est, che conducono a sole tre vie longitudinali e a qualcuna di più che le interseca e un bel castello che lo sovrasta.
Nella via principale qualche negozio, qualche ristorante e una fila di case dalla tipica architettura veneta. Ben visibile il bel palazzo di giustizia, sezione staccata di quello di Verona al primo piano e, curiosamente, una enoteca al piano terreno. A solo una ventina di chilometri da Verona, ha una sua personalita’ e una storia importante cui riferirsi. Sicuramente già presente in epoca romana, è citato in alcuni documenti prima dell’anno mille.
Anche il castello ha una storia secolare da raccontare che comincia all’incirca nel secolo X , al tempo delle invasioni degli Ungheri e divenne proprietà, nel corso dei secoli, di famiglie importanti quali gli Scaligeri di Verona, i dè Rossi di Parma, i Visconti di Milano e perfino gli Asburgo che se lo contesero con battaglie cruente con perdite ingenti di uomini, fino al 1696 quando passò di proprietà alla nobile famiglia Gritti che lo venderà nel 1830 alla famiglia degli attuali proprietari .
Un castello restaurato alla fine dell’800 che è un debole ricordo dell’importanza bellica che ha rivestito in passato, ma che è curato con amore dalla proprietà.
Dall’alto degli spalti si vede tutta la pianura circostante e un panorama di dolci colline, verso nord, dove sono coltivate le viti che danno il nome al famoso vino Soave, bianco DOC.

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