Gli Skansen, tra finzione e realtà

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Quando organizzo un viaggio cerco sempre, dove possibile, di inserire la visita ad uno Skansen. Il suo vero nome è museo etnografico, un museo, cioè, che illustra la storia di un paese. Il nome Skansen deriva dal primo esperimento di questo tipo fatto in Svezia nel 1891, da allora, per estensione, tutti i musei di questo tipo vengono chiamati così.
Più facile trovarli in nord Europa e nell’Europa dell’Est, sono costituiti da un grande parco in cui vengono inserite case rurali di varie epoche e provenienze che vengono smontate sul luogo di origine e rimontate nel parco in modo da ripercorrere un filo logico storico e geografico.
Le case sono ambientate. con arredamenti originali e, a volte, animate con persone vestite con i costumi tipici attenti ai lavori domestici o della campagna.
Ho visto Skansen in Polonia, in Estonia, e in Ungheria e non ho trovato sostanziali differenze di costruzione delle case. Le più antiche sono costituite da una sola stanza con un braciere od un camino per cucinare , un pagliericcio per dormire e la zona per gli animali.
Nel tempo le case si arricchiscono di stanze separate per la notte ed anche gli animali vengono ricoverati in zone adatte.

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Oltre alle case e fattorie spesso si trovano le case dei maestri che hanno una stanza per lo studio, arredata con lavagne e banchi.
Il più bello e completo , a mio avviso, è quello di Tallin, anche per la sua ubicazione sul bordo del mare, con un percorso che si snoda tra boschi e laghetti e che oltre alle case ha anche dei mulini a vento, una chiesa in legno e una stazione dei vigili del fuoco.
Questi parchi si adattano anche ad una visita con i bambini, che potranno così godere della giornata all’aria aperta senza annoiarsi troppo

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