Expo 2015

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Potevamo esimerci dall’andare a curiosare ad Expo? No! Tanto atteso e così criticato che andava per forza  visto. E ne siamo rimasti affascinati.
Abbiamo avuto l’impressione che tutto sia molto ben organizzato a cominciare dalle file disciplinate ai passaggi di sicurezza: molti i varchi, personale gentile e disponibile.
Superati i controlli ci si immette subito nel Decumano, la lunga via che percorre tutto Expo, che prende il nome dalla via principale degli accampamenti e villaggi romani.
I padiglioni si affacciano tutti su questa lunga e larga via che scorre come un nastro per quasi due chilometri, sopra di essa un gioco di vele che protegge dal sole e dalla pioggia.

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Ogni paese ha potuto scegliere l’architettura del padiglione che lo ospita e così il percorso stupisce per i colori e la unicità degli edifici: le pagode si alternano agli chalet, ai cubi di legno, alle costruzioni metalliche, alle strutture sinuose di alcuni padiglioni.
Il Cardo, altra riminiscenza romana, è la via che taglia perpendicolarmente il Decumano e ospita l’Italia che è presente con alcune regioni e termina con l’Albero della vita, enorme costruzione a traliccio che simula appunto un albero.
Ristoranti per un pranzo etnico o piccoli chioschi per uno spuntino sono disseminati lungo il percorso che offre numerose panche per una sosta. E poi bandiere, insegne colorate, sculture, pupazzi, fiori,alberi,  fontane in un insieme armonioso nella sua diversità.
All’interno dei padiglioni, alcuni davvero stupefacenti, ogni paese ha scelto come presentare i propri prodotti, alcuni con filmati e percorsi tematici, altri portando dal vivo sementi e manufatti.
Una giornata però non è bastata per vedere tutto, tanto che prevediamo di tornarci presto per colmare le numerose lacune.

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